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17 novembre 2011

Autostima

I bambini vanno abituati all'impegno scolastico, a rendersi conto che sono persone capaci di affrontare compiti complessi, a non arrendersi di fronte alle difficoltà.

I bambini all'inizio del primo anno della scuola primaria fremono e avvertono tante sensazioni contraddittorie, infatti sono incuriositi ma anche impauriti, aspettano e al contempo temono la novità.
Sanno che dovranno dare prova di sé, ma non tutti sono sicuri di riuscirci, non sempre hanno fiducia nelle proprie capacità perché a sei anni non è facile avere una buona autostima in quanto ci vuole molto lavoro per strutturarla, ma poco per demolirla.
L'autostima si sviluppa nella vita di ogni persona precocemente e assume un ruolo fondamentale determinando l'atteggiamento e la motivazione con cui il bambino si avvicina alla vita, alle esperienze, agli incontri con gli altri. In età evolutiva l'autostima può determinare successo o insuccesso scolastico, sociale e sportivo. Un bambino che si piace per ciò che è sa riconoscere i suoi punti di forza e di debolezza e trova la forza per reagire di fronte ad un insuccesso.
Potenziare l'autostima scolastica di un figlio dovrebbe essere il compito di ogni genitore dichiarando il proprio orgoglio per le sue vittorie e confortandolo di fronte ad una sconfitta, ammettendo che nessuno è perfetto e aiutandolo a imparare dai propri errori. I bambini vanno abituati all'impegno scolastico, a rendersi conto che sono persone capaci di affrontare compiti complessi, di risolvere problemi, di non arrendersi di fronte alle difficoltà.
Gli adulti dovrebbero evitare di innescare la competizione, infatti molto spesso i genitori chiedono al figlio che ha preso un bel voto, il resoconto dettagliato dei voti presi dai compagni. Questo atteggiamento serve solo a fargli pensare che vi preoccupate di fare una classifica mentale per poter collocare la sua prestazione. Se il figlio non è in cima alla lista avvertirà un parziale fallimento.
Se i genitori spingono i bambini alla competizione propongono loro un modello di società violenta in cui l'umanità viene svilita, la dolcezza bandita, la creatività mal indirizzata.
Un altro danno è inculcare nel bambino la percezione che può sempre fare meglio se, per esempio ha preso nove e mezzo è inutile dirgli che gli mancava poco per arrivare a dieci. Lo sa anche lui, ma lui sicuramente vorrà sentire che siete orgogliosi del suo successo.
Forse è preferibile non togliergli la possibilità di stupirvi, la prossima volta, con un esito ancora migliore.

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