Un po’ di storia non fa male. Nel 1948 era stata approvata la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, ma sempre facendo riferimento nei suoi articoli ad un “individuo” adulto. In un mondo che riconosceva sfere sempre più articolate di diritti dell'uomo, erano proprio i diritti dei bambini a essere dimenticati, e non per una semplice dimenticanza degli Stati.
Essendo considerati da sempre come esseri umani in formazione, come “cuccioli dell'uomo”, i bambini non erano riconosciuti come titolari di diritti autonomi, bensì come oggetto di una più o meno ampia tutela.
Non essendo ancora uomini, insomma, i bambini non potevano usufruire pienamente dei diritti umani.
Nel 1959 era stata approvata la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, rimasta peraltro sconosciuta ai più e quindi poco funzionale alla crescita di una diffusa coscienza dei diritti dei più piccoli. E anche i due Patti Internazionali sui diritti dell'uomo del “66” avevano appena sfiorato il bambino, dedicandogli un fugace sguardo carico di paternalismo.
Finalmente il 20 novembre 1989, i rappresentanti degli Stati del mondo, riuniti nell'Assemblea Generale dell'ONU, approvavano all'unanimità il testo della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia.
I diritti dei bambini Scuola primaria “Novaro-Ferrucci” di piazza Sicilia a Milano: reazioni dei genitori ad una recente polemica sui docenti della scuola pubblica.
Quell'atto formale racchiudeva in se un significato di portata storica.
Per la prima volta, infatti, i diritti dei bambini entravano a pieno titolo nel mondo giuridico internazionale, dopo avervi fatto comparse più o meno marginali. Dei 41 articoli della Convenzione, quello che mi è più caro è l'art. 31 che parla del diritto al gioco.
I bambini hanno bisogno di tempo libero. Pace, riposo e gioco rappresentano per loro dei momenti importanti. Le vacanze
scolastiche, il tempo libero per giocare, i lavoretti manuali, gli incontri con gli amici, le visite in un museo, i pomeriggi al cinema, al teatro o al circo sono tutte attività che arricchiscono la vita. In particolare hanno diritto all'ascolto e al rispetto dei loro bisogni da parte degli adulti. Una significativa attenzione e disponibilità dovrà essere manifestata dai genitori, partecipando al loro quotidiano e ai loro giochi, seguendoli con amore e trasferendo a loro, in modo festoso e compatibile con la loro età, il loro sapere, trascorrendo con loro la parte più importante del proprio tempo libero per acquisire, loro-noi, il bello che ci trasmettono e la gioia di ascoltarli per ritornar bambini.
L’intero testo della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia è visibile sul sito www.unicef.it
Angelo Cappellini
già segretario provinciale Unicef