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17 ottobre 2011

Rispetto delle regole: inizia in famiglia

I “no”, seppure difficili, aiutano a crescere. La crisi che a volte ne deriva può sprigionare tutta la sua forza positiva perché diviene invito alla riflessione, a rivedere e correggere il percorso fatto.

La famiglia è la principale agenzia di trasmissione delle regole informali (i va- lori, le tradizioni, le credenze, le usanze), ma anche il primo apparato sanzionatorio di fronte al non rispetto di tali regole.
I bambini che non vengono educati fin da piccoli al rispetto, alla limitazione dei propri desideri, da grandi potranno forse rispettare le leggi, ma non saranno un elemento costruttivo ed equilibrante della società.
La scuola ed altre agenzie educative possono aiutare in questo percorso educativo, ma non sostituirsi alla famiglia. Oggi la società mostra molti deficit in questo campo. Per rimediare all'eccessivo autoritarismo che era prevalso nelle famiglie "tradizionali” sono stati commessi molti errori teorici nel campo dell'educazione, sia nelle famiglie sia nelle altre agenzie educative, in primis l'eccessivi permissivismo. Partendo dall'dea giusta che le persone devono sviluppare i propri talenti e non essere costrette in qualche ruolo prefissato, si è giunti alla conclusione che non si dovessero proporre modelli di comportamento, valori, prospettive di vita, ma si dovesse “lasciar fare”.
Nel processo affascinante e tortuoso della vita, i genitori sono chiamati ad assicurare ai figli una presenza costante, trasparente ed emotivamente vicina. Vigilare significa indicare continuamente la strada senza mai stancarsi, ma significa anche fermezza, autorevolezza, capacità di seguire il percorso e porre dei limiti. Il limite aiuta a comprendere quello che noi siamo, orienta la crescita, ci insegna a metterci nella giusta relazione evitando deliri di onnipotenza.
I “no”, seppure difficili e complicati da pronunciare, aiutano a crescere. La crisi che a volte ne deriva può sprigionare tutta la sua forza positiva perché diviene invito alla riflessione, a rivedere e correggere, se necessario, il percorso fatto. In questo senso rimproverare significa smascherare le false certezze, far comprendere i comportamenti sbagliati. Educare non vuol dire accontentare sempre; bisogna mostrare anche le sofferenze e i limiti. Il figlio cresce quando viene aiutato a comprendere che la soluzione non è nel fuggire, ma nel percorrere la vita con le sue gioie e difficoltà. Dal limite nasce la coscienza della responsabilità.

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