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21 febbraio 2012

Cezanne e la sua Provenza

La Provenza, luogo di paesaggio e di profumi incomparabili è la terra natia di Paul Cezanne (1839-1906), il pittore dal tocco inconfondibile non equiparabile in alcuna corrente artistica che non sia la propria.

Artista che si inserisce temporalmente nel post impressionismo con un linguaggio a dir poco unico, avanzando soluzioni che si proiettavano molto più avanti rispetto ai suoi tempi, in particolare nello studio della luce e delle geometrie pure.
Vero artigiano della pittura, lontano dai riflettori parigini, Cezanne ha vissuto in solitudine e con pochissimi amici, tra i quali lo scrittore Emile Zola. La sua austerità e riservatezza traspare in pieno dagli autoritratti, nei quali dominano toni scuri, tocchi tormentati ma nello stesso tempo una vivacità di sguardo che rende l'idea della levatura artistica del pittore.
Il Maestro di Aix en Provence colpisce ancora oggi per l'incredibile modernità dei suoi quadri, che a cavallo di due secoli posero le basi per le correnti espressioniste e cubiste e cambiarono per sempre l'arte del Novecento.
Obiettivo della rassegna milanese (che rimane esposta a Palazzo Reale fino al 26 febbraio) è ricreare quell'ambiente e
quell'atmosfera tanto cari all'artista, cercando di coglierli attraverso il suo sguardo, la sua predilezione di alcuni scorci, il suo ritrovarsi solo in determinati luoghi silenziosi.
Spesso descritto come un burbero, era un artista riflessivo, professionalmente intransigente, inebriato dal Midi francese: solo li riusciva ad essere in sintonia con la natura che lo circondava, creando nelle sue tele una pittura armonica ed essenziale.
L'esposizione presenta quaranta opere disposte cronologicamente, dalle prime del 1860 ai ritratti, ai dipinti murali per la casa del padre. Chiara è l'influenza della tradizione francese ove nella capitale studia e si confronta con gli impressionisti dipingendo en plein air, in cui i colori si schiariscono e diventano sempre più corposi.
A Palazzo Reale ritroviamo i dipinti di amici, familiari e semplici abitanti, come “I fumatori”, il “Contadino seduto” e il “Giardiniere”, ritratto immerso nella luce che esprime splendidamente il riposo di un uomo in campagna. Al centro del percorso possiamo ammirare i capolavori di Cezanne: i boschi di “Chateau Noir”, il “Tavolo da cucina”, il “Grande pino e terre rosse”, nonché le innumerevoli versioni della campagna vicino al suo studio. E' la natura il suo grande amore, non più la natura fedelmente riprodotta dagli impressionisti, ma una natura percepita con l'anima attraverso luci, colori forme e volumi resi da pennellate ognuna diversa dall'altra.
L'artista di Aix en Provence colpisce ancora oggi per l'incredibile modernità dei suoi quadri e per la sua dedizione all'arte che considerò sempre una “missione” che volle portare a termine fino all'ultimo.
Poche ore prima di morire, aveva ancora in mano foglio e carboncino: “voglio andarmene dipingendo”, diceva sempre.

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