L'idea nasce dal desiderio di riproporre a distanza di cinquant'anni uno spaccato della ricerca espressiva internazionale segnata dalle mostre-culto come la celebre “New Images of Man” allestita nel 1959 al MoMA di New York e la sua risposta francese dello storico gruppo della Nouvelle Figuration del 1964.
La mostra è volta a restituire lo spirito di un'epoca, di una esperienza figurativa dei mostri sacri Francis Bacon e Alberto Giacometti, ma anche Dubuffet, Appel e Cesar.
Si tratta di grandi maestri che hanno segnato la ricerca estetica di un'epoca e influenzato una generazione tra i quali spiccano Matta e Lam. In Italia troviamo l'opera di artisti come Schifano, Rotella,Adami, Baj o Romagnosi e Ferroni, che hanno legato il proprio nome al”realismo esistenziale” e chi invece ha elaborato una lettura inedita del figurativo, coniugandola alla sperimentazione inedita sui materiali.
Se gli anni Cinquanta segnano una rivoluzione nell'arte figurativa, sia nel nuovo che nel vecchio mondo,scoppia anche una rivoluzione sonora che scorre parallela a quella visiva,con le sue grandi icone come Elvis il re del rock'n roll, Chuck Berry, Jim Morrison, Lou Reed, Jimi Hendrix, Janis Joplin, i Rolling Stones e i fantastici Beatles.
E' così che nell'ammirare “Susy e l'albero”di Alik Cavaliere dalle cuffie ci giunge la voce e la musica di Jim Morrison, entrambi sotto scrosci di pioggia, oppure, guardare un ritratto molto pop di Guarreschi che richiama Joan Baez e sentire proprio lei che canta a squarciagola una particolare versione di “c'era un ragazzo…”, e ancora la bandiera americana coperta di corpi umani della guerra del Vietnam di Utermohlen dal titolo “Old Glory”, con l'indimenticabile Jimi Hendrix che a Woodstock suonò l'inno statunitense con sottofondo di bombe.
Un’abbinata fantastica fra arte visiva e musica che si conclude con “Sgt. Pepper” dei Beatles che entra nelle nostre orecchie mentre nei nostri occhi scorrono i famosi personaggi della superpremiata opera di Peter Blake che diventerà la copertina dell'LP (qui sopra) che molti considerano uno dei più importanti del secolo XX.
Una mostra straordinaria che non ci deve far dimenticare che al piano superiore - con lo stesso biglietto - si possono ammirare le opere di Graham Sutherland “Disegni della città in fiamme”, con cui l'artista su incarico del governo inglese documenta gli effetti dei bombardamenti dal 1940 al 45 su Londra.
Qui Sutherland colpito dal silenzio e dal vuoto che si è creato in vaste aree prima popolate da edifici, vaga col suo album da disegno in terra desolata ove tutto è distrutto e il fuoco ancora brucia in un crescendo drammatico, ove le forme si trasformano esercitando un profondo effetto nelle opere successive e sulla sua coscienza (sotto).
Due grandi mostre al prezzo di una, arricchite dai laboratori didattici per bambini dai 4 agli 11 anni con l'intento di creare un percorso guidato all'interno delle forme e delle suggestioni artistiche, attraverso una sperimentazione libera e personale dell'arte tattile come strumento di gioco e curiosità.
