stampa Diminuisci dimensioni testoAumenta dimensioni testo Bookmark and Share
14 luglio 2011

Giuseppe Mazzini

Nessuno dei protagonisti della storia d'Italia ebbe un’idea così alta e completa di cosa dovesse essere la nostra nazione come Giuseppe Mazzini, sostenitore di idee democratiche e repubblicane al limite del socialismo, ma il cui progetto risultò sconfitto dal programma liberal-conservatore di Cavour.

Nato a Genova nel 1805, figlio di un medico docente di anatomia e da Maria Rossi Drago, dalla quale subì l'influenza rigida e severa nei principi morali, da ragazzino sveglio e vivace, già da adolescente, sente vivo e forte l'interesse per le tematiche concernenti l'Italia. Terminati gli studi di medicina, passa a quelli dei legge, e nel 1826 scrive il suo primo saggio letterario “Dell'amor patrio di Dante”.
Dopo una deludente adesione alla Carboneria, tradito e denunciato alla polizia è arrestato e costretto al confino, prima a Ginevra poi a Lione e infine a Marsiglia, ove fonda la “Giovine Italia” che si propone di costituire una Nazione “Una, Indipendente, Libera, Rivoluzionaria”, e successivamente “l'Unione degli Operai Italiani” con lo scopo di divulgare i valori della solidarietà, dell'unità e gli ideali di liberazione dei popoli oppressi.

Il 9 febbraio 1849 è proclamata la Repubblica Romana e Goffredo Mameli gli telegrafa invitandolo a tornare. Il 29 marzo è nominato triumviro del governo che ha come generale Giuseppe Garibaldi. Fallito questo sogno e rientrati a Roma i papalini, ritorna in Francia e poi in Svizzera ove è costretto a vivere nascostamente.
Nel 1864 aderisce alla 1a Internazionale alla quale partecipa tra gli altri Karl Marx con il quale ebbe momenti di violenta polemica rifiutando la lotta di classe e la violenza come mezzo di lotta politica, tanto che il filosofo tedesco lo accusò di “leccare il c… ai borghesi liberali”.
Buona parte delle idee mazziniane vennero riprese dalla sinistra democratica italiana e in particolare dal Partito d'Azione. Le ritroviamo in molti punti che accomunano i principi della Repubblica Romana e la Costituzione Italiana del 1948, in cui “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nella forma e nei limiti previsti dalla costituzione”, nonché in altri articoli relativi ai diritti inviolabili di libertà d'insegnamento e dell'abolizione della pena di morte.

Deluso dal fallimento del sogno di una nazione repubblicana e dalla nascita di una Italia monarchica sotto i Savoia, nella quale non si può riconoscere, muore sotto falso nome nel marzo del 1872 a Pisa.
Ricordiamo quello che disse di lui il primo ministro asburgico conte di Metternich: “Ebbi a lottare con il più grande dei soldati, Napoleone.
Giunsi a mettere d'accordo tra loro imperatori, re e papi. Nessuno mi dette maggior fastidio di un brigante italiano, eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, infaticabile come un innamorato, il quale nome: Giuseppe Mazzini” (a. c.)

stampa

E.CO.POLIS - Cooperativa di abitanti - Lampugnano, Rogoredo, Eguaglianza di Trenno - via U. Visconti di Modrone 12 - 20122 Milano - P. I. 06232770963

"Cooperazione & Solidarietà" Registrazione Tribunale di Milano n.264 del 5 maggio 2003. Proprietario-editore: Ecopolis Soc. Coop. Direttore responsabile Pietro Solera