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21 febbraio 2012

I Probi Pionieri di Rochdale

Il 2012 è l’Anno InternaIzionale delle Cooperative promosso dall’ONU.

E’ “il riconoscimento da parte della comunità internazionale che le cooperative sostengono l’economia, rispondono ai cambiamenti sociali, resistono alla crisi economica mondiale e sono imprese serie e di successo che creano posti di lavoro in tutti i settori”. L’Anno Internazionale vuole inoltre “sottolineare i punti di forza del modello cooperativo quale mezzo alternativo di svolgere attività d’impresa e perseguire lo sviluppo socio-economico”
(www.2012.coop).

Vogliamo allora ricordare quella che è considerata la prima esperienza cooperativa moderna, l’iniziativa creata nel 1844 in una cittadina presso Manchester (Inghilterra) dai Probi Pionieri di Rochdale, caparbi sostenitori della mutualità.
Tralasciamo qui l’azione mutualistica e protezionistica delle antiche corporazioni artigiane in molte città italiane ed europee. Esperienze cooperative si ebbero in Inghilterra già dalla seconda metà del Settecento, poi in Francia (1831) e Germania, ma la prima vera cooperativa nacque nel 1844 a Rochdale per iniziativa di un gruppo di operai tessili che già allora compilarono uno statuto, espressione degli obiettivi cooperativi, le cui finalità di fondo ancora oggi sono un punto di riferimento per gli oltre 800 milioni di cooperatori nel mondo.
La cooperativa nasceva dopo un primo esperimento fallito di negozio di vendita (1833-35), che però aveva insegnato molto ai “pionieri”.
La nuova cooperativa di consumo, aperta il 21 dicembre del 1844, si mostrò invece capace di recare vantaggio ai soci ma anche di resistere alle sfide del mercato.
La novità del “modello Rochdale” consisteva nel vendere a prezzo di mercato, anzi, al prezzo migliore sul mercato, non gravato da rendite speculative. A fine anno, l’avanzo di gestione veniva in parte accantonato per gli investimenti, in parte per vantaggi collettivi e quel che rimaneva veniva distribuito fra i soci, non in proporzione alle quote possedute, come avviene nelle società di capitale, ma in base agli acquisti messi in atto da ciascun socio presso la cooperativa (il ristorno). Così si assicurava l’efficienza economica della cooperativa e si generavano i mezzi per il suo sviluppo.
Per la sua efficienza il “modello Rochdale” sarà il punto di riferimento dello sviluppo della cooperazione di consumo in tutta Europa, nei decenni seguenti, con il suo principio ispiratore: “lavorare non solo per sé, ma anche per gli altri, risparmiare, guadagnare e accumulare i profitti non per il soddisfacimento dei propri bisogni immediati, ma per quelli della comunità futura”.

Pietro Solera

 

 

 

 

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"Cooperazione & Solidarietà" Registrazione Tribunale di Milano n.264 del 5 maggio 2003. Proprietario-editore: Ecopolis Soc. Coop. Direttore responsabile Pietro Solera