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14 febbraio 2011

Sempre importante la diagnosi precoce

Ci dedichiamo con questo articolo alle malattie più frequenti nella popolazione anziana, trattando delle principali forme tumorali che si presentano in età geriatrica.

A cura dello Specialista in Geriatria Dr. Giacomo Brighenti.

Come abbiamo visto in precedenza, i cosiddetti “grandi killer” sono rappresentati dai tumori della mammella, del polmone, del colonretto e della prostata; parleremo in questo articolo del tumore della mammella.
Il tumore della mammella nelle donne rappresenta la più comune neoplasia maligna; si calcola che circa 7 donne su 100 verranno colpite dalla malattia nel corso della loro vita e che di queste almeno 3 moriranno a causa del tumore.
La probabilità aumenta con il crescere dell’età; si calcola che una donna di 85 anni presenti una probabilità doppia di sviluppare una neoplasia della mammella rispetto a una donna di 50 anni. Alcune patologie benigne come la mastopatia fibrocistica, la mastalgia funzionale ed il fibroadenoma, specialmente se sono presenti alterazioni della struttura ghiandolare, sono in varia misura associate ad una aumntata incidenza di carcinoma mammario e la comparsa di ogni nuovo sintomo deve essere attentamente segnalata dai pazienti e valutata dai medici in quanto può rappresentare il primo segno di comparsa della malattia, a qualunque età.
Talvolta, il carcinoma mammario si presenta come malattia già diffusa ad altri organi, cioè metastatica, ed in tal caso i sintomi sono differenti a seconda della localizzazione delle metastasi. I punti più comuni in cui appaiono le metastasi sono le ossa, il fegato, il polmone ed il cervello.
Molto importanti per lo sviluppo della malattia sono sia i fattori di rischio epidemiologici sia l'eziologia.
 

Oggi, la malattia, come tutte le altre forme di cancro, è considerata essere il risultato finale di numerosi fattori sia ambientali che ereditari. Alcune ipotesi sulle cause dello sviluppo del carcinoma della mammella sono estremamente complicate (disturbi ormonali, alterazione del DNA, ecc ), mentre sono stati individuati alcuni fattori di rischio che possono essere così elencati:

  • Sesso femminile
  • Storia familiare di carcinoma mammario in parenti di 1º grado
  • Moderato consumo di alcol
  • Età > 50
  • Stato sociale economico elevato
  • Prima mestruazione (menarca) a età inferiore ai 12 anni
  • Nord America, Nord Europa
  • Nulliparità, gravidanza in età avanzata
  • Terapia ormonale sostitutiva
  • Anamnesi personale di tumore della mammella
  • Obesità in post-menopausa
  • Contraccettivi orali
  • Storia familiare di un tumore mammario bilaterale
  • Anamnesi personale di carcinoma ovarico o dell’endometrio
  • Dieta
  • Malattia proliferativa atipica della mammella.


Pur con l'identificazione di svariati fattori di rischio epidemiologico, la causa dell'insorgenza del carcinoma mammario rimane sovente sconosciuta.
All'incirca il 5% dei carcinomi mammari di nuova insorgenza sono attribuibili a sindromi di tipo ereditario, mentre l'eziologia del restante 95% dei casi rimane ignota.
Per quel che riguarda il trattamento del carcinoma mammario nelle persone anziane, prioritaria risulta, come per le giovani, la diagnosi precoce. Perciò risulta importate l’autopalpazione della mammella ed al riscontro di un nodulo sospetto vanno eseguiti esami strumentali (mammografia, ecografia mammaria, ecc.) ed eventuale biopsia del nodulo stesso.
La terapia in genere è combinata chirurgica, radioterapia ed ormonale e deve essere attuata anche nella popolazione geriatrica, ma spesso ciò non accade partendo dal presupposto che la donna anziana abbia una ridotta aspettativa di vita o che la neoplasia nell’età avanzata abbia un comportamento meno aggressivo. La sopravvivenza nel tempo è legata principalmente al grado di aggressività del tumore ed alla precocità con cui viene fatta la diagnosi.

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