Nord e Sud

Economista, statista, governatore della Banca d'Italia, Luigi Einaudi (1874- 1961) fu tra i massimi teorici di un liberismo moderno, convinto oppositore di una gestione realista della 'res publica', lungimirante sostenitore dell'unità europea.

E’ vero che noi settentrionali abbiamo contribuito qualcosa di meno ed abbiamo profittato qualcosa di più delle spese fatte dallo Stato italiano dopo la conquista dell'unità e dell'indipendenza nazionale.
Peccammo di egoismo quando il Settentrione riuscì a cingere di una forte barriera doganale il territorio ed ad assicurare così
alle proprie industrie il monopolio del mercato meridionale, con la conseguenza di impoverire l'agricoltura, unica industria del
Sud.
E’ vero che abbiamo spostato molta ricchezza dal Sud al Nord con la vendita dell'asse ecclesiastico e del demanio e coi prestiti pubblici; ...è vero che abbiamo ottenuto più costruzioni di ferrovie, di porti, di scuole e di altri lavori pubblici, ma sono stati duri sacrifici imposti da circostanze politiche ed economiche, ora sono passati i momenti critici della nazione ed è arrivato il turno del Sud. La nostra fortuna di settentrionali è unita con vincoli così stretti alla fortuna del mezzogiorno che dobbiamo essere lieti che si cominci finalmente a diffondere un po’ di più il sentimento di giustizia e gli strumenti materiali ed ideali della civiltà presso i nostri fratelli del Sud.
 

(da “Il buongoverno: saggi di economia e politica”,1955).

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